Ci sono giornate in cui non succede niente di particolare e arriviamo a sera stanchi…
Non abbiamo corso una maratona.
Non abbiamo affrontato un’emergenza.
Magari siamo stati tutto il giorno davanti a una scrivania.
Eppure sentiamo di avere la testa piena.
Credo che una delle ragioni sia semplice: passiamo una parte enorme delle nostre giornate a scegliere!
Rispondere o non rispondere.
Aprire o ignorare.
Fare subito o rimandare.
Leggere o scorrere oltre.
Accettare o rifiutare.
Approfondire o passare ad altro.
E mentre la tecnologia dovrebbe semplificarci la vita, spesso aumenta il numero delle possibilità tra cui dobbiamo scegliere.
Non è necessariamente un male.
Ma cambia profondamente il significato della parola libertà.
Perché forse oggi essere liberi non significa semplicemente avere più tempo.
Significa riuscire a decidere a cosa dare quel tempo!
Abbiamo più possibilità di quante possiamo realmente vivere
Pensiamo a una vacanza.
Possiamo sapere in pochi secondi quali sono le dieci spiagge migliori, i venti ristoranti più recensiti, i cinque tramonti imperdibili, le escursioni da prenotare, i mercatini, le feste, i locali e gli itinerari.
Una volta il problema era trovare informazioni.
Oggi il problema è spesso il contrario…
Ce ne sono troppe!
E succede qualcosa di curioso.
Partiamo per rilassarci e costruiamo programmi che assomigliano a un’agenda di lavoro.
Ore 9 spiaggia.
Ore 12 pranzo.
Ore 14 escursione.
Ore 18 tramonto.
Ore 21 ristorante.
Tutto bellissimo.
Ma tutto da fare!
Questa settimana me lo ha ricordato un’eclissi
Il 12 agosto alle Baleari è accaduto qualcosa che non poteva essere spostato.
Non poteva essere rimandato.
Non poteva essere recuperato la settimana successiva.
Un’eclissi totale.
Per il progetto Vacanze alle Baleari abbiamo lavorato proprio sulle informazioni delle ultime ore: dove andare, cosa sapere, come organizzarsi.
E questo mi ha fatto pensare a una differenza che spesso dimentichiamo.
Ci sono cose che meritano davvero di interrompere il resto.
Non perché qualcuno ci abbia mandato una notifica.
Ma perché sono rare.
Forse irripetibili.
E hanno un valore che non dipende dalla loro produttività.
Nessuno osserva un’eclissi per diventare più efficiente.
La guarda perché vale la pena esserci.
Mi sembra una distinzione importante.
Non tutto ciò che chiede attenzione la merita
Il nostro smartphone, invece, funziona esattamente al contrario.
Quasi tutto è progettato per sembrare urgente.
Una mail.
Un messaggio.
Un aggiornamento.
Una notizia.
Un commento.
Una notifica.
Una nuova funzione.
Un nuovo strumento AI che “devi assolutamente provare”.
La quantità di cose che chiedono la nostra attenzione cresce molto più velocemente della nostra capacità di prestarla.
Ed è qui che nasce una forma particolare di stanchezza.
Non quella di chi ha fatto troppo.
Quella di chi ha dovuto decidere troppe volte a cosa prestare attenzione.
Anche riposare è diventato qualcosa da decidere
Lunedì, lavorando su Lavorare Sano, il tema era la disconnessione mentale durante le ferie.
Una cosa mi è rimasta particolarmente impressa.
Possiamo smettere fisicamente di lavorare senza smettere mentalmente.
Il computer è chiuso.
Siamo altrove.
Ma basta leggere una mail.
Non serve nemmeno rispondere.
Abbiamo riaperto mentalmente il lavoro.
Ed ecco il paradosso.
La tecnologia ci permette di lavorare praticamente ovunque.
La libertà consiste anche nel riuscire a decidere quando non farlo.
Non è un rifiuto della tecnologia.
È esattamente il contrario.
È utilizzarla senza permetterle di decidere continuamente per noi.
Ferragosto senza la paura di “perdersi qualcosa”
Mercoledì, per Contea di Bart, abbiamo ragionato su cosa fare a Ferragosto vicino a Ponte Lambro.
Anche qui avremmo potuto costruire una lista lunghissima.
Dieci cose.
Quindici posti.
“Le 20 esperienze da non perdere”.
Internet è pieno di contenuti così.
Ma se qualcuno soggiorna da queste parti per qualche giorno, ha davvero bisogno di fare venti cose?
Probabilmente no.
Magari gli basta una passeggiata al mattino.
Un pranzo tranquillo.
Qualche ora senza programma.
Una serata in un paese vicino.
Non avere nulla previsto per due ore non significa aver sprecato due ore.
Significa aver lasciato spazio perché possa succedere qualcosa che non avevamo programmato.
Ed è una cosa che nella vita quotidiana facciamo sempre meno.
Abbiamo iniziato a ottimizzare anche il tempo libero
Forse è questo uno degli effetti più strani della cultura della produttività.
Abbiamo applicato al tempo libero alcune logiche del lavoro.
Massimizzare.
Ottimizzare.
Confrontare.
Non perdere occasioni.
Fare il più possibile.
Perfino durante una vacanza possiamo avere la sensazione di essere rimasti indietro.
“Non siamo riusciti a vedere quella spiaggia.”
“Non abbiamo provato quel ristorante.”
“Non siamo andati a quella festa.”
Ma una vacanza non è un progetto da completare.
E una giornata non dovrebbe essere giudicata soltanto dal numero di cose che contiene.
Poi c’è l’intelligenza artificiale
Giovedì, su Remo Nomad, abbiamo affrontato un’altra faccia dello stesso problema.
Gli AI agent.
La promessa è affascinante.
Sistemi capaci di svolgere attività mentre noi facciamo altro.
Raccogliere informazioni.
Organizzare.
Preparare.
Controllare.
Eseguire.
Potenzialmente significa recuperare molto tempo.
Ma qui nasce una domanda che considero fondamentale.
Che cosa faremo con il tempo recuperato?
Se utilizziamo l’intelligenza artificiale per liberare due ore e riempiamo immediatamente quelle due ore con altre attività, non abbiamo guadagnato libertà.
Abbiamo aumentato la capacità produttiva.
Sono due cose diverse.
L’AI rende ancora più importante saper scegliere
Per anni il limite è stato ciò che riuscivamo materialmente a fare.
Una persona aveva otto ore.
Poteva scrivere un certo numero di documenti.
Analizzare una certa quantità di dati.
Seguire un certo numero di attività.
L’intelligenza artificiale sta progressivamente modificando quel limite.
Possiamo produrre più velocemente.
Analizzare più informazioni.
Automatizzare attività.
Seguire più progetti.
Ma proprio per questo aumenta l’importanza della domanda precedente:
vale la pena farlo?
La tecnologia può aiutarci enormemente con il “come”.
Non può assumersi completamente la responsabilità del “perché”.
Quella rimane nostra!
Me ne accorgo anche costruendo i miei progetti
Negli ultimi mesi sto portando avanti diversi progetti.
A prima vista potrebbero sembrare scollegati.
E naturalmente questo sito.
La tentazione sarebbe semplice:
fare sempre di più.
Più articoli.
Più social.
Più pagine.
Più strumenti.
Più automazioni.
Con l’intelligenza artificiale sarebbe persino possibile.
Ma poter produrre più contenuti non significa necessariamente doverlo fare.
Il lavoro più interessante sta diventando un altro:
decidere cosa merita di essere costruito!
DoveDormireVicino.it mi sta insegnando proprio questo
Prendiamo un progetto molto concreto.
Ci sono centinaia di fiere ed eventi.
Potrei aprire ogni mattina Google e chiedermi:
“Di quale scriviamo oggi?”
Sarebbe possibile.
Ma sarebbe un modo estremamente inefficiente di lavorare.
Per questo abbiamo iniziato a costruire un calendario.
Gli eventi sono ordinati.
Si procede progressivamente.
Si guarda la data.
Si valuta la priorità.
Si decide quando è il momento giusto per produrre il contenuto.
Questa settimana, ad esempio, il lavoro ha riguardato Vicenzaoro September + T.Gold e Esotika Pet Show a Lariofiere.
Non perché fossero due nomi pescati casualmente.
Perché erano i prossimi eventi nel percorso editoriale.
Può sembrare soltanto organizzazione.
Per me rappresenta qualcosa di più.
Significa togliere decisioni inutili per conservare energia per quelle importanti.
Un buon sistema non serve soltanto a fare più cose
Questo è probabilmente il punto che mi interessa di più.
Organizziamo.
Automatizziamo.
Creiamo procedure.
Utilizziamo l’AI.
Ma il risultato finale non dovrebbe essere necessariamente:
“Adesso posso fare il doppio.”
Potrebbe essere:
“Adesso non devo più pensarci!”
È una differenza enorme…
Un calendario non serve soltanto a pubblicare più articoli.
Serve a non dover decidere ogni mattina quale articolo viene dopo.
Una lista della spesa non serve a comprare più cose.
Serve a non ricordarsele continuamente.
Una routine non serve a riempire la giornata.
Serve a eliminare decisioni ripetitive.
Un’automazione non dovrebbe necessariamente produrre altro lavoro.
Dovrebbe togliere qualcosa dalla nostra testa.
Proteggere l’attenzione potrebbe diventare una competenza
Abbiamo imparato a proteggere il denaro.
Controlliamo quanto spendiamo.
Valutiamo gli acquisti.
Confrontiamo prezzi.
Facciamo budget.
Con l’attenzione siamo molto meno prudenti.
La distribuiamo continuamente.
Cinque minuti qui.
Tre minuti là.
Una notifica.
Un video.
Una mail.
Una ricerca.
Una nuova idea.
Alla fine della giornata abbiamo magari ancora tempo.
Ma non abbiamo più concentrazione.
E forse nei prossimi anni questa diventerà una delle competenze più importanti.
Non semplicemente gestire il tempo.
Gestire ciò a cui permettiamo di entrare nel nostro tempo.
Una domanda molto semplice
Sto iniziando a usare una domanda.
Non sempre.
Non sono certamente diventato improvvisamente immune alle distrazioni… 😂
Ma mi sembra utile:
“Questa cosa merita davvero la mia attenzione adesso?”
Non:
“È importante?”
Potrebbe esserlo.
Non:
“Devo farla?”
Magari sì.
La parola decisiva è ADESSO.
Perché molte cose importanti non sono importanti in questo momento.
E confondere le due cose è uno dei modi più semplici per vivere continuamente in modalità reattiva.
Possiamo scegliere anche di non ottimizzare
C’è poi un’altra libertà che vorrei conservare.
Quella di fare qualcosa senza trasformarla in un sistema.
Una passeggiata senza misurare i passi.
Una cena senza fotografare il piatto.
Un tramonto senza pubblicarlo.
Un viaggio senza dover vedere tutto.
Una domenica senza obiettivi.
Un hobby nel quale non dobbiamo diventare bravi.
Non tutto deve produrre qualcosa.
Forse alcune delle esperienze più importanti servono proprio perché non servono a niente!
Per concludere: il lusso sarà poter dire “questo sì, questo no”
La tecnologia continuerà a darci possibilità.
Più informazioni.
Più strumenti.
Più velocità.
Più automazione.
Più capacità di creare.
È una prospettiva straordinaria.
Ma credo che aumenterà contemporaneamente il valore di una capacità profondamente umana: SCEGLIERE.
Scegliere quando lavorare.
Quando fermarsi.
Che cosa vedere.
Che cosa ignorare.
Quale progetto portare avanti.
Quale idea lasciare perdere.
A cosa rispondere.
A cosa dedicare una mattina.
A chi dedicare una serata.
Forse la libertà del futuro non sarà avere tutto a disposizione.
Avremo già quasi tutto a disposizione.
La vera libertà sarà non sentirci obbligati a usare tutto, vedere tutto, fare tutto.
E riuscire ancora a riconoscere ciò che, per noi, merita davvero attenzione.
Una piccola prova
Questo weekend potresti provare una cosa molto semplice.
Non aggiungere niente alla tua agenda…
Togli qualcosa!
Una notifica.
Un impegno non necessario.
Una cosa che avevi deciso di fare soltanto perché “ormai era prevista”.
Poi osserva cosa succede allo spazio rimasto.
Non devi necessariamente riempirlo.
Approfondisci
Questa riflessione nasce dai temi che ho attraversato nei miei progetti durante la settimana.
Su Lavorare Sano abbiamo approfondito la disconnessione mentale dal lavoro durante le ferie: non basta chiudere il computer se continuiamo a portarcelo nella testa. LEGGI L’ARTICOLO
Su Vacanze alle Baleari abbiamo seguito l’eclissi totale del 12 agosto e tutto ciò che serviva sapere per scegliere consapevolmente dove e come viverla. LEGGI L’ARTICOLO
Su Contea di Bart abbiamo costruito un Ferragosto vicino a Ponte Lambro fatto di territorio, natura e tempo lasciato volutamente libero. LEGGI L’ARTICOLO
Su Remo Nomad abbiamo analizzato gli AI agent e ciò che potrebbero significare per team e professionisti che lavorano da remoto. LEGGI L’ARTICOLO
E con DoveDormireVicino.it continua il lavoro più silenzioso: trasformare una grande quantità di eventi e possibilità in un percorso editoriale ordinato e realmente utile. VISITA IL CALENDARIO EVENTI
Progetti diversi.
Ma questa settimana mi hanno ricordato tutti la stessa cosa:
avere più possibilità conta poco se perdiamo la capacità di scegliere!
Alessandro
Domande & Risposte
Significa decidere consapevolmente quali informazioni, attività e richieste meritano concentrazione, evitando che notifiche e stimoli esterni determinino continuamente le nostre priorità.
Il tempo è una risorsa quantitativa; l’attenzione determina invece la qualità con cui utilizziamo quel tempo. Possiamo avere due ore libere ma essere troppo frammentati mentalmente per utilizzarle bene.
Sì, quando automatizza attività ripetitive, filtra informazioni o riduce decisioni operative. Se però il tempo recuperato viene immediatamente riempito con nuove attività, aumenta la capacità produttiva senza necessariamente migliorare la qualità della vita.
Perché ogni possibilità introduce una scelta. Quando il numero delle decisioni aumenta continuamente, cresce anche il carico cognitivo necessario per stabilire cosa fare, ignorare o rimandare.
Un primo passo consiste nel ridurre notifiche non necessarie, stabilire momenti specifici per controllare comunicazioni e distinguere ciò che è importante da ciò che richiede davvero attenzione immediata.
Non necessariamente. Una buona organizzazione può servire anche a eliminare attività, ridurre decisioni ripetitive e conservare attenzione per ciò che produce maggiore valore.








No responses yet